L’estate lungo la costa di Gallipoli ha visto in prima linea i volontari di TUI Turtle Aid, il progetto promosso da TUI Care Foundation e Legambiente per la salvaguardia delle tartarughe marine. Per mesi, giovani e attivisti hanno presidiato i litorali salentini, trasformando la prevenzione e la sensibilizzazione nel cuore battente della tutela della biodiversità.
Pattugliamenti all’alba e custodia dei nidi
Dalle prime luci del mattino, i volontari — noti come Tartawatchers — hanno eseguito costanti monitoraggi lungo gli arenili della zona, da Baia Verde fino all’area protetta dell’Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo. L’obiettivo principale è stato l’individuazione tempestiva delle tracce lasciate dalle femmine di Caretta caretta risalite durante la notte per deporre le uova. Un lavoro minuzioso sul campo che ha permesso di identificare, mettere in sicurezza e monitorare gli eventuali siti di nidificazione, garantendo che le uova potessero completare il periodo di incubazione al riparo dal calpestio e dalle interferenze umane.
Incontri, gazebo e dialogo con la comunità
Accanto all’attività sul campo, la stagione estiva è stata caratterizzata da un ricco calendario di appuntamenti rivolti a cittadini, turisti e operatori balneari:
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Infopoint e laboratori sulla spiaggia: Gazebo informativi dislocati sui tratti di costa più frequentati per spiegare come comportarsi in caso di avvistamento di una tartaruga o di una traccia di nidificazione.
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Coinvolgimento dei più piccoli: Attività educative e giochi a tema diretti a bambini e famiglie per far conoscere da vicino l’ecologia della specie e le minacce legate all’inquinamento da plastica e all’impatto antropico.
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Dialogo con i lidi balneari: Incontri dedicati agli operatori turistici locali per promuovere l’adozione di buone pratiche di gestione della spiaggia e una pulizia dell’arenile rispettosa della fauna marina.
Grazie alla presenza costante e all’entusiasmo dei volontari di TUI Turtle Aid, l’estate gallipolina ha confermato come la tutela del mare passi inevitabilmente dalla partecipazione attiva e dalla responsabilizzazione di chi vive e frequenta le coste.